Dieci cose da sapere per non trasformare il Natale in un’occasione per abbuffarsi

Come trascorrere il Natale senza abbuffate

Una guida per trascorrere il Natale in leggerezza nonostante le tentazioni

 

Lo staff di Dimagriremeglio vi augura buone feste. Di seguito una lista di dieci consigli utili per evitare di cadere nelle solite trappole e vivere il rapporto col cibo durante il periodo natalizio senza ansie, disagi e sensi di colpa a posteriori.

Trascorrere il Natale in leggerezza si può. Senza abbuffarsi. Senza che il cibo si trasformi in ossessione.

Un decalogo di consapevolezza

 

  1. Se abbiamo un problema con il cibo e dobbiamo seguire un’alimentazione controllata a causa del nostro disturbo, teniamo presente che per noi un giorno di festa, rispetto al cibo, è un giorno come un altro. Possiamo celebrare la straordinarietà di quella giornata anche senza concederci di mangiare cibo in eccesso.

 

  1. Ricordiamoci sempre che quello che mettiamo nel piatto dipende da noi e da noi soltanto. È una nostra responsabilità. Possiamo dire no a ciò che abbiamo scelto liberamente di non mangiare. Chi ci ama comprende che il no non è un’offesa a lui e alla sua ospitalità ma una scelta per il nostro benessere.

 

  1. Non siamo obbligati a partecipare a pranzi o cene rispetto alle quali ci sentiamo in difficoltà. Anche se può sembrare scortese o poco rispettoso delle tradizioni, scegliamo di non andare dove ci fa star male. La libertà dall’ossessione del cibo viene al primo posto. Facciamo che questa sia la nostra principale tradizione.

 

  1. Programmare in anticipo può essere la salvezza. Anche se dove andiamo ci fosse cibo in sovrabbondanza, noi sappiamo cosa fare, abbiamo il nostro piano. Informiamoci con i padroni di casa su cosa ci sarà per pranzo o per cena e compiamo le nostre scelte in anticipo. Non deroghiamo da quanto ci siamo prefissi per nessun motivo. Se il cibo offerto non fosse adatto a noi e alle nostre scelte, portiamo con noi il cibo che ci serve. Nessuno si offenderà. Gli amici e i parenti hanno a cuore quanto noi la nostra salute.

 

  1. Non nascondiamo a chi condivide con noi le feste le difficoltà che abbiamo. Il mangiare compulsivo è un disturbo, una malattia reale. La cura è darsi una regola chiara e seguirla qualunque cosa accada. Se compiamo le nostre scelte a caldo, sull’onda dell’impulso, sceglieremo sempre l’eccesso. Condividere questo approccio salutare con chi ci sta vicino rafforza la nostra scelta. Non nascondere il problema a noi stessi e agli altri è la nostra principale risorsa.

 

  1. Durante i pranzi e le cene ricordiamoci di rimanere in contatto con uno stato di presenza mentale. Di quando in quando, posiamo la forchetta e facciamo tre respiri consapevoli. Prestiamo attenzione a ciò che mangiamo. Concentriamoci sul sapore del cibo e sulle sensazioni che proviamo nell’assumerlo. Se lo ascoltiamo e se non ci ingozziamo, il corpo ci mostra la propria saggezza: ad un certo punto sapremo di essere sazi. Il resto della “fame” non c’entra con la fame.

 

  1. Trasformiamo le occasioni conviviali in occasioni per incontrare davvero i nostri cari o le persone con le quali abbiamo scelto di passare del tempo insieme. Se entriamo in contatto con loro in profondità in uno stato di presenza, il fuoco si sposterà da solo dal cibo ad altro. Diamo anche a noi stessi l’occasione di aprirci e di svelarci. Se le nostre relazioni diventano così, non avremo più alcun bisogno di mangiare in eccesso.

 

  1. Non sottovalutiamo le problematiche relazionali. Spesso l’abitudine a mangiare in eccesso nasce e si radica in noi grazie all’ambiente familiare di provenienza. Spesso, nelle famiglie dei mangiatori compulsivi, le consuetudini rispetto al cibo sono disfunzionali. Noi ora sappiamo come curarci. Non facciamoci carico delle problematiche altrui. Occupiamoci delle nostre. Per ciò che riguarda il cibo, ciò che ci salva sono le regole che ci siamo dati liberamente. Per ciò che concerne le relazioni disfunzionali, assumiamoci la responsabilità della nostra parte e lasciamo agli altri la propria.

 

  1. Se siamo in difficoltà, chiediamo aiuto. Per questo è fondamentale non tenere segreto il nostro disturbo. Se usciamo dalla vergogna che comporta l’ammettere di essere in difficoltà, troveremo amici e persone care disposte a venirci incontro e a sostenerci.

 

  1. Ricordiamoci sempre che il cibo non è il diavolo né il nostro nemico. È, anzi, il nostro migliore amico: ci tiene in vita! Non combattiamolo ma ricordiamoci di usarlo nel modo giusto e misurato per noi. Un boccone di troppo non è una tragedia, ma teniamo presente che il secondo boccone di troppo non è obbligatorio. Possiamo sempre fermarci.

 

http://www.dimagriremeglio.it/dimagrire-meglio/

 

Share

Leave a Reply

Your e-mail will not be published.

Share